Mi presento

Immagine di Cecilia in studio

Sono nata a Modena due mesi prima del previsto, e questa è stata una delle prime sorprese della mia vita. Fin dalla mia nascita mi sono trovata a fare a meno della vista, cosa che nel corso degli anni mi ha fatto porre maggiore attenzione alle voci, ai suoni, ai profumi e a tutte le sensazioni e impressioni che passano attraverso gli altri sensi. La vita di chi non vede non è al buio, come molti pensano. Esattamente come quella di tutti è fatta di sorrisi, ostacoli, emozioni e pensieri da esplorare prima con il cuore, poi con le altre capacità che abbiamo. Assieme a chi si mette in gioco con me trovo il modo di compensare, non di sostituire, ciò che non posso vedere. Vivo la mia disabilità come una delle tante caratteristiche della mia persona e un modo per offrire un punto d’osservazione alternativo, in grado di aggiungere valore attraverso la mancanza di qualcosa che per molte persone è quasi scontato.

Due dei pilastri della mia vita sono la psicologia e il nuoto, che mi offrono continua ispirazione nella quotidianità. L’attività sportiva e lo studio della psiche umana nelle sue varie manifestazioni (cognitiva, affettiva, relazionale e sociale) sono alla base della mia professione di psicologa.
Credo che la psicologia e lo sport siano in grado di potenziarsi reciprocamente e che insieme possano aiutare le persone a migliorare la propria qualità di vita, diventando maggiormente consapevoli del rapporto con se stesse e con gli altri.
Come atleta della nazionale di nuoto paralimpico ho allenato il mio corpo e la mia mente ad avere un obiettivo e perseguirlo con impegno e ho imparato a fare della sconfitta un’occasione di confronto e di crescita. Ma soprattutto, ho potuto toccare con mano la meraviglia che si nasconde dentro la capacità di accogliere la diversità, trasformando in opportunità quelli che noi chiamiamo limiti.