Nel nostro linguaggio quotidiano, la parola sicurezza richiama spesso l’idea di una protezione interna o di un luogo familiare e prevedibile entro il quale rifugiarci. Ma il pensiero dello psicoanalista Joseph Sandler ci invita a rivedere questa convinzione. Per lui, la sicurezza non è un rifugio interiore da costruire in solitudine, ma una condizione dinamica che nasce dal rapporto tra sé e il mondo.
Sandler definisce la sicurezza come una condizione soggettiva di benessere emotivo, che ci permette di vivere, scegliere, esplorare. Non è quindi solo assenza di minaccia o di ansia, ma un senso profondo di poter affrontare la realtà, potendo contare sia sulle proprie risorse che su quelle degli altri. È uno stato che favorisce il contatto con l’ambiente esterno e con le relazioni, senza essere sopraffatti o chiusi nella difesa.
In questo senso, la sicurezza non è un ideale da raggiungere una volta per tutte, ma qualcosa che si costruisce nel tempo, a partire dalle esperienze precoci. Quando un bambino è accolto da figure adulte presenti, capaci di leggere i suoi bisogni e di rispondervi in modo sensibile, impara che nel mondo si può stare. La fiducia in sé nasce così: non dal vuoto, ma da una base relazionale che offre appoggio e rispecchiamento.
Anche da adulti, non smettiamo di aver bisogno di appoggi: amici, relazioni significative, contesti lavorativi affidabili, professionisti che sanno accogliere. Sandler ci aiuta a pensare che cercare sicurezza non è un segno di debolezza, ma un passo fondamentale per poter essere liberi e vitali. È proprio quando ci sentiamo abbastanza sicuri che possiamo tollerare l’incertezza, aprirci al nuovo, confrontarci con l’altro senza perderci.
In definitiva, la sicurezza non è isolamento, ma connessione. È ciò che ci permette di abitare il mondo, di stare in relazione, di affrontare la vita non solo con il “bastone” della forza interiore, ma anche con la rete di mani tese che possiamo imparare a riconoscere e accettare.
Cinque passi per costruire un senso di sicurezza reale
Riconosci i contesti che ti fanno stare bene. Non tutti gli ambienti sono neutri: ascolta il tuo corpo e i segnali che ti dà quando sei in presenza di persone o situazioni che ti mettono a tuo agio.
Coltiva relazioni affidabili. La sicurezza cresce quando puoi appoggiarti, anche solo un po’, a chi ti ascolta davvero, senza giudicare.
Accetta di non dover fare tutto da solo. Chiedere aiuto è un segno di forza, non di fragilità. Le risorse esterne non sono una scorciatoia, ma un ingrediente fondamentale del benessere.
Dai valore alle tue strategie. Anche i piccoli gesti che ti aiutano a orientarti nei momenti difficili sono forme di sicurezza interna in costruzione.
Se vuoi, puoi contattarmi. Insieme possiamo esplorare cosa significa per te sentirti al sicuro e come costruire, passo dopo passo, una base più solida per affrontare la vita.
